L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

venerdì, 22 novembre 2019

Difesa civica: situazione difficile dopo l'abolizione dei referenti comunali

La situazione della difesa civica al centro dell'incontro che si è svolto questa mattina (28 febbraio) a Palazzo delle Marche tra l'ombudsman regionale, il professor Italo Tanoni ,i rappresentanti delle Province e alcuni difensori civici comunali. Il tavolo di discussione, convocato dal Presidente dell'Assemblea legislativa Vittoriano Solazzi, al quale ha partecipato anche l'assessore regionale enti locali e partecipazione democratica Antonio Canzian, è nato dall'esigenza di trovare quanto prima una soluzione alla mancata nomina dei difensori provinciali. “E' necessario non sguarnire i territori di questo importante istituto di democrazia diretta, senza aggravare di ulteriori costi i comuni – ha detto Solazzi – Occorre adoperarsi per una soluzione che non smantelli i presidi della difesa civica, fondamentale soprattutto per le fasce più deboli”. Dopo l'abolizione dei referenti comunali, stabilita dalla legge 42 del 2010, le Province non si sono ancora attivate per nominare il difensore provinciale e la maggior parte dei comuni non ha proceduto al rinnovo degli incarichi. La figura del difensore municipale, ormai in via di esaurimento, è ancora attiva fino a scadenza mandato solo nei comuni di Pesaro, Carpegna, Jesi, Loreto, Corinaldo, Montemarciano, Fabriano, Civitanova Marche, Macerata, Fermo, San Benedetto del Tronto. Attualmente, per tamponare questa carenza, tutti gli esposti e i ricorsi dei cittadini verso le pubbliche amministrazioni locali e provinciali, prive di difensore civico, vengono risolte dal garante regionale. “Una circostanza del tutto insostenibile perché priva di copertura tecnico-giuridica e portata avanti solo per spirito di servizio nei confronti dei cittadini” – ha sottolineato il professor Tanoni. L'assessore Canzian ha assicurato l'impegno della Giunta regionale a sollecitare gli enti locali ad attivarsi per superare questa fase di transizione. Al termine della riunione il tavolo di discussione ha fissato un nuovo incontro tra novanta giorni.

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